Letteratura e sguardo sul cosmo: quattro incontri fra letteratura e musica a 400 anni dall’invenzione del cannocchiale a cura del Teatro Alkaest
Quarta lettura: giovedì 25 giugno 2009 – ore 21.00
LE MILLE E UN’ORA: racconti per salvare il mondo
testi da Cronache marziane di Ray Bradbury
Sala del Grechetto - Biblioteca Sormani – via F. Sforza, 7 - Milano
informazioni: 339.8707924 (dalle 15.00 alle 19.00)
Ingresso libero
Quarto e ultimo appuntamento con il Teatro Alkaest che in collaborazione con il Settore Biblioteche del Comune di Milano ha proposto nei giovedì di giugno un ciclo di letture drammatizzate e un concerto dedicati al cannocchiale considerato non tanto nella sua applicazione astronomica, ma come lo strumento che rende possibile l’azione più determinante per l’essere umano: conoscere l’infinito e in esso potersi conoscere.
In questo ciclo non poteva mancare la fantascienza, vera e propria metafora dello sguardo verso altri orizzonti, simbolo letterario di come con il cannocchiale dell’immaginazione si possa disegnare una realtà alternativa che esiste al di fuori della realtà conosciuta, “su negli azzurri spazi”.
È proprio “su negli azzurri spazi” il titolo di uno dei brevi capitoli inseriti nelle Cronache marziane di Ray Bradbury, libro culto di un’intera generazione di amanti del genere fantascientifico e non solo, che viene qui trasformato in una lettura spettacolare.
Il libro parla della colonizzazione di Marte da parte dell’uomo e si articola in una serie di racconti che di volta in volta mostrano il lato umano e quello marziano di questa epopea.
La lettura scenica del Teatro Alkaest ripropone l’intrecciarsi delle diverse storie, dalla prima esplorazione partita dalla terra all’ultimo gruppo di coloni arrivato su Marte. I marziani/terrestri e i terrestri/marziani non sono che uno l’immagine speculare dell’altro come capisce il giovanissimo protagonista dell’ultima storia quando scambia il proprio riflesso nell’acqua per un piccolo alieno.
In questa conclusione alcuni dei simboli del cannocchiale entrati così fortemente nella cultura poetica e letteraria, vengono riassunti in modo esemplare: il tentativo di portare lo sguardo oltre il proprio destino, l’inganno del riflesso che induce a fraintendere ciò che si è osservato, l’eterna presenza di un doppio al di là della lente attraverso cui si sta guardando il quale attende di essere scoperto per dimostrar che in fondo non c’è nulla da scoprire.